Il mese di giugno – con possibili variazioni in quanto al momento preciso, in base all’annata – è il momento di raccolta e trebbiatura dell’orzo: un elemento centrale nella produzione della birra in quanto il malto, che da esso viene ricavato, è il secondo ingrediente in termini di quantità (dopo l’acqua).
B2O coltiva a questo scopo il suo orzo nei campi della Brussa; facendolo poi maltare a Bamberga (Germania) alla Weyermann, storica e celeberrima malteria della Franconia. Il malto che se ne ricava è di una varietà che costituisce a tutti gli effetti un unicum: si tratta dell’Eraclea, una particolare tipologia di malto Pils, ricavato specificatamente dall’orzo coltivato tra la Brussa e Quarto d’Altino. Questo presenta infatti delle peculiarità legate al territorio, che determinano alcune particolari proprietà del prodotto finito. “Su tutte, una notevole stabilità – spiega il birraio Gianluca – che ne fa un prodotto particolarmente pregiato in un contesto come quello artigianale, dove le naturali differenze tra i diversi raccolti e le diverse cotte possono tradursi in una diversità tra i vari lotti della stessa birra. Normale, per un processo non industriale, ma non deve andare a pregiudicare la stabilità di base del prodotto. E in questo senso il malto Eraclea è ideale”.
La coltivazione dell’orzo è naturalmente parte integrante dell’essere birrificio agricolo – ossia che, secondo quanto prevede la legge, utilizza più della metà degli ingredienti (acqua esclusa) di propria produzione. “Non stiamo parlando soltanto di filiera agricola italiana, che pure è importantissima – precisa Gianluca – ma di filiera agricola locale, a km zero, e quindi unica. Per questo dire che B2O è la birra della Brussa non è solo uno slogan, ma la descrizione tanto semplice quanto calzante del frutto del nostro lavoro”.