Con una certa periodicità capita di leggere notizie su – vere ma anche presunte, a onor del vero – proprietà “miracolose” della birra: protegge dall’invecchiamento, è un ottimo ricostituente dopo lo sport, mantiene la pelle liscia ed elastica…e chi più ne ha, più ne metta. Ma cosa c’è di vero?

Chi ha un po’ di dimestichezza con l’argomento sa che, in realtà, il legame tra birra ed effetti positivi e negativi sulla salute è in realtà oggetto di studio da anni; e che, al netto del fatto che la birra va sempre e comunque bevuta con moderazione in virtù del suo contenuto alcolico, sono emersi numerosi benefici che un consumo ragionato di birra può darci. In questa e nelle prossime newsletter andremo a scoprire alcuni di questi.

A giocare un ruolo chiave è in particolare il luppolo, pianta dalle numerose e interessanti proprietà. Non è un caso che venga usato a scopo di conservazione nella birra, in virtù di ciò che già la medicina popolare aveva sperimentato nei secoli passati: è infatti un antimicrobico – abbatte quindi la carica batterica, come fanno anche gli antibiotici – e un vermifugo; ma, in ragione all’alto contenuto di fenoli, è un potente antiossidante. Contrasta così non solo l’invecchiamento, ma anche tutti quei processi degenerativi delle cellule che portano ad esempio al cancro. Sono inoltre stati rilevati legami tra il luppolo e il contrasto dell’osteoporosi e del diabete, nonché dell’insonnia e di tutti i disturbi legati alla tensione nervosa – ha infatti proprietà sedative.

Per ora vi diamo questo assaggio…alla prossima puntata!