Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei luppoli, spostandoci questa volta in Inghilterra. Abbiamo infatti nominato incidentalmente nello scorso numero della newsletter il Fuggle, probabilmente il più noto luppolo d’Oltremanica, nonché ingrediente fondamentale di buona parte delle birre britanniche.
Come per altri luppoli e per altri stili di birra, la sua storia si perde tra tradizione e avvenimenti effettivamente documentati. Si era infatti sempre fatto riferimento ad un articolo pubblicato nel 1901 da John Percival sul Journal of Royal Agricultural Society of England; in cui si affermava che questa varietà è stata scoperta nel giardino dei coniugi Stace Moore nel 1861, e successivamente commercializzata da Richard Fuggle di Brenchley – da cui ha tratto il nome. Una versione dei fatti tuttavia messa in dubbio in tempi più recenti dallo studioso inglese Martyn Cornell, che ha puntato il dito contro diverse incongruenze in quanto a date e nomi nell’articolo di Percival – che non troverebbe quindi riscontri negli archivi storici dell’epoca. Sia come sia, si tratta comunque di un luppolo che ha conosciuto vastissima diffusione nell’isola e oltre.
È infatti caratterizzato da un sapore pieno e corposo, sui toni tra l’erbaceo, il terroso e lo speziato, che lo rende protagonista del netto – ma non troppo persistente – profilo amarotico delle birre di tradizione inglese; nella quali è ampiamente utilizzato anche in aroma, soprattutto nelle Bitter. Un’ambivalenza – funzionare sia in aroma che in amaro, ma senza risultare sopra le righe né nell’uno né nell’altro caso – che ha fatto prima la sua fortuna e poi il suo declino, quando i gusti di mercato sono virati verso i più vivaci luppoli americani; ciò nondimeno, rimane insostituibile per i birrai fedeli alla tradizione britannica. |
E infatti in B2O lo utilizziamo appunto in una birra che appartiene a questa tradizione: la Irish Red Ale Brussa, ispirata – come dice il nome stesso – alle birre rosse irlandesi. Ai sapori caramellati che contraddistinguono questo stile al palato – con qualche richiamo anche al naso -, viene infatti accostato il tipico aroma e amaro che distinguono il Fuggle; così da bilanciare la componente dolce in entrambi i casi, chiudendo la bevuta senza persistenze zuccherine che pregiudicherebbero il sorso successivo. Una birra adatta ad accompagnare soprattutto le carni, ma ottima anche da sola come aperitivo. |