Siamo al mese di maggio; che, per gli appassionati di birra, segna ufficialmente il passaggio alla stagione estiva. La ragione risale a ciò che un tempo avveniva nella zona dell’attuale Germania e dintorni: la produzione veniva infatti fermata da fine aprile (precisamente dal 23, giorno di San Giorgio) a fine settembre (il 29, giorno di San Michele). Le ragioni erano principalmente due: le temperature più alte, che impedivano di far fermentare e conservare correttamente la birra (ricordiamo che quasi tutte le birre di tradizione tedesca sono a bassa fermentazione, e richiedono quindi temperature inferiori ai 10 gradi centigradi); e la stagione più secca, che favoriva gli incendi in tutti quei luoghi dove ci fossero forni o caldaie (e induceva quindi a mantenere solo le produzioni indispensabili, come il pane). Significativo che anche il celebre “Editto di Purezza” emesso da Guglielmo di Baviera nel 1516, che tra le altre cose fissava anche il prezzo della birra, si basasse anch’esso su queste due stagioni: per la cronaca, dal 23 aprile al 29 settembre – e quindi in periodo di non produzione – era triplo rispetto a quello del periodo di produzione. È il mercato, bellezza.
Maggio era quindi il primo “mese senza birra”: che però era contraddistinto da stili tipici del periodo. Su tutti la Maibock, la “Bock (stile tedesco maltato e corposo, dai toni caramellati, e dal colore variabile dall’oro carico all’ambrato scuro) di maggio”: chiamata così secondo alcuni perché pensata appunto per questo periodo, dato che è più fresca e beverina delle altre Bock, secondo altri perché appunto a maggio si cacciavano gli stambecchi (detti Bock, letteralmente “caprone”). Poi le Märzen, birre chiare e leggere brassate appunto a marzo (e quindi pronte a fine aprile, dato che servono almeno 4-6 settimane di maturazione) pensate per dissetare ai primi caldi. Proprio una versione più maltata e alcolica della Märzen, pensata per durare fino a tutto il mese di ottobre (la prima produzione di fine settembre non sarebbe infatti stata pronta fino a inizio novembre) ha dato poi origine alla Festbier, quella bevuta alla celebre Oktoberfest: in cui si festeggia, tra le altre cose, il ritorno della stagione brassicola.
E in Brussa? Per quanto questi stili non facciano parte del repertorio, non mancano comunque quelli adatti ad accogliere il ritorno della bella stagione; né mancano gli spazi per farlo, dato l’ampio parco. Dalla fresca Helles Sibilla (stile simile alle Märzen), alla Blanche Terra con il suo tocco di scorza d’arancia e i sapori di frumento, ad un grande classico come la Pilsner Gabi, si arriva a coprire tutti i gusti. E, naturalmente, al giorno d’oggi la produzione non si interrompe certo con aprile: vi invitiamo quindi a venire a trovarci, anche per scoprire le birre stagionali che si alternano a rotazione alle nostre spine nel corso dell’anno!