Dopo l’Egitto, nel nostro viaggio nella storia della birra arriviamo ora in Grecia. Dove in realtà la bevanda tanto consumata dai vicini, separati solo da un braccio di mare, non era molto apprezzata: la Brutòn o Zythos – così veniva chiamata – era definita “vino d’orzo” con un certo disprezzo, sottintendendo una sua inferiorità rispetto al vino “vero”. Va peraltro osservato che il montuoso territorio greco si presta alla coltivazione della vite ben più che a quella dei cereali.

 

La birra era invece ben presente nei riti tributati a Demetra, dea delle messi, appannaggio delle sacerdotesse (anche qui si conferma dunque il legame tra birra e universo femminile); nonché alle Olimpiadi, dove agli atleti era consentito rinfrescarsi con questa e non con il vino – alquanto più alcolico, dato che i greci consumavano una birra chiara e leggera.

Più diffusa ed apprezzata era invece nella Magna Grecia – ossia tra le odierne Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia -, data la maggiore presenza di coltivazioni d’orzo e altri cereali; e soprattutto nell’isola di Creta, dove si ritrovano numerose testimonianze dell’utilizzo sia rituale che conviviale di questa bevanda tra i resti del palazzo di Cnosso. Veniva prodotta e consumata sia nelle case contadine che in quelle patrizie, e offerta al Sacro Toro – molti ricorderanno la leggenda del Minotauro.

E i vicini romani? Anche loro la pensavano sostanzialmente come i greci, ma con una sorpresa…continuate a seguirci per scoprirla!

Bibliografia:

– Paolo del Vecchio, “Storia della birra dai Sumeri ai giorni nostri”, Ed. Il Fiorino 2014

– Dispense della Doemens Akademie, “Corso per Biersommelier”